In Argentina ai primi del 1900 le elezioni politiche avevano luogo presso le Chiese, disponendo un numero di tavoli a seconda dei cittadini iscritti in ogni parrocchia. In questi luoghi si concentravano i votanti, separati da barriere erette da ciascun partito. Ogni partito allineava i suoi uomini secondo la propria convenienza ed i votanti andavano ai tavoli a gruppi di otto o dieci.
Questo sistema permetteva la proliferazione di ogni genere di imbroglio. Alcuni cittadini votavano varie volte, cambiandosi di cappello e dichiarando prima la propria identità e poi quella di un qualunque iscritto alla parrocchia ed infine quella di qualche morto poco conosciuto.
Per vincere le elezioni, con o senza voti, si metteva in moto “la macchina”: quella che serviva per vincere con i voti, se li si aveva, oppure con frodi o violenza se non si avevano voti.
Il sistema e l’impunità fecero fiorire nel paese una serie di avventurieri che usavano qualunque mezzo immaginabile per raggiungere i loro scopi. Alcuni erano famosi a Buenos Aires, dove i brogli si praticavano con tanta libertà quanto nel resto della Nazione. (1)

ganghiIl prototipo di questi personaggi fu Cayetano Ganghì, Napoletano di origine, agente elettorale di Carlos Pellegrini ed amico di Roque Sáenz Peña. (2)
Don Cayetano Ganghi era – scrive Jorge Abelardo Ramos – un personaggio davvero pittoresco ed un ottimo prodotto dell’epoca del voto venale. Viveva di fronte a Plaza de Flores in un quartiere borghese, in una grande tenuta. Parlava uno spagnolo “cocoliche” (mezzo italiano), ma il suo abbigliamento da dandy rivelava il suo arrivismo verso gli alti circoli della politica nazionale. Si suppone che fosse analfabeta, ma godeva di un potere elettorale immenso.
Aveva la reputazione di essere il migliore ad accaparrare carte d’identità – scriveva a Sáenz Peña di averne 2.500 – ed il giorno delle elezioni inviava persone di sua fiducia a votare con queste carte d’identità. (3)

Lo storico Félix Luna afferma che gli analfabeti erano utilizzati per scopi politici. Nel 1909 si presentò alle elezioni come austriaco un uomo il cui aspetto e modo di parlare rivelavano chiaramente che era un “bachicha” (italiano) appena sbarcato. Gli domandano se è italiano; l’immigrante risponde di sì e che non sa cosa dice la sua carta d’identità: “Io non so niente…. ! A me me l’ha data don Gaetano!”
Cayetano Ganghi era l’arbitro delle elezioni, con i suoi sgabuzzini pieni di carte d’identità falsificate e le sue armate di immigranti analfabeti e di scansafatiche disposti a votare cinque o sei volte in seggi differenti. (4)

Ma cosa c’entra il tango?

concorso

Il periodico Caras Y Caretas pubblica, il 13 Aprile 1912, questo manifesto in un articolo dal titolo “La reclame electoral”.
Si tratta di una gara di tango e vals, organizzata da Cayetano Ganghì presso la sede del suo comitato, e dice:

alle coppie che ballano meglio il tango e agli altri che ballano meglio il vals, osservando che si potrà concorrere solo ad uno dei due premi.
Art. 4° I premi consisteranno in monete d’oro e gioielli come segue:
PREMIO “TANGO”
1° premio al cavaliere 6 monete d’oro ed alla dama un bracciale con orologio d’oro
2° premio al cavaliere 2 monete d’oro ed alla dama una spilla d’oro con diamanti
PREMIO “WALS”
1° premio al cavaliere 5 monete d’oro ed alla dama un anello d’oro con diamanti
2° premio al cavaliere 2 monete d’oro ed alla dama un bracciale d’oro
Art 5° Il verdetto della giuria sarà inappellabile, si pronuncerà il 6 Aprile a mezzanotte ed i premi saranno distribuiti l’indomani alle sette di sera.

NOTA: Assisteranno alle gare delegazioni del Comitato Centrale dell’Unión Nacional che presiede il Dr. Benito Villanueva.

L’Unión Nacional era la coalizione che aveva sostenuto la candidatura del Presidente Roque Sáenz Peña, e Benito Villanueva era stato Presidente del Senato e prima ancora Presidente della Camera dei deputati nei precedenti governi.

Niente male i premi, vero?

ballo

(1) Elecciones de ayer y de hoy, Jerónimo Jutronich
(2) Claroscuros de la historia Argentina, Claudio Rodolfo Di Gallo
(3)
El estilo politico de los notables, Adalberto Agozino
(4) Inmigración y literatura: los italianos, María González Rouco

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